by ElementGaming in
Gaming News Recensioni

Trattasi di una rubrica di approfondimento videoludico a cadenza casuale volta ad analizzare tutti quei videogiochi considerati (dalla redazione) “profondi” e che va ad analizzarne la lore, il mondo di gioco, la morale e tutti quei dettagli che vi siete persi. ATTENZIONE: qualsiasi opinione espressa nell’articolo sottostante è strettamente personale e soggettiva, secondo i gusti e i pensieri dell’autore. Detta la premessa buona lettura…


La Terra dei Padri: dove tutto ha inizio…

Un GDR particolarmente ispirato

Se dovessi chiedermi un consiglio per approcciarsi ai Giochi di Ruolo la mia risposta sarà sempre “Skyrim”. TES V non è mai stato, non è, nè tantomeno sarà il miglior gioco di ruolo in circolazione; sulla piazza troviamo giochi più variegati, giochi che offrono un livello di sfida decisamente più alto, giochi che eccellono in moltissime caratteristiche laddove Skyrim risulta solamente un insieme di idee mal concretizzate.

Un esempio chiaro e sulla bocca di tutti è il sistema di combattimento (spesso definito pessimo) nettamente inferiore a quello di un The Witcher 3 o di un Dark Souls, oppure la componente narrativa che non è di certo ai livelli di quella presentata in giochi come Planescape: Torment o Mass Effect. Quando parliamo di Skyrim la prima cosa che ci salta in mente sono sicuramente tutte quelle situazioni divertenti, ridicole, se vogliamo, che si vanno a creare nel gioco come i molteplici bug, la fisica sballata e molto altro sul quale il web non ha avuto pietà.

Una cosa è, però, certa: Skyrim presenta la migliore formula di Gioco di Ruolo.

Il regno che non muore mai

Ci troviamo a Skyrim una vasta regione situata nella zona nord di Tamriel avente molteplici rinominature come “la Terra dei Padri”, “il Vecchio Regno” o “Keizaal” (dal Dovahzul: “Keiz-Aal” che significa “Potere della Ribellione”  KEiZAaL). Un’area grandissima ed affascinante che si porta dietro una storia ed una cultura altrettanto affascinanti. La terra in cui si colloca il gioco è la terra natia dei Nord, uomini e donne grandi e forti, con una spiccata resistenza sia al ghiaccio naturale che a quello magico; oramai è divenuta una zona dove i Nord non vivono più in pace ma si trovano in costante guerra con degli invasori: gli Imperiali.

A tutto ciò si ricollega quella formula di gioco di cui abbiamo già parlato; Bethesda presenta un Gioco di Ruolo efficace, alla portata di tutti. Un gioco in cui noi creiamo il nostro personaggio ed anche se abbiamo delle linee guida, nel nostro percorso siamo noi che possiamo plasmare il mondo a nostro piacimento, attraverso le scelte, le azioni.

La lore e il mondo di gioco

Spesso vengono mosse svariate accuse ai danni di Skyrim, accuse che lo svalorizzano tanto agli occhi di chi, magari, uno sguardo voleva darglielo. “Skyrim non ha una storia”, “Tutto quello che è presente in Skyrim, spesso, è una inutile semplificazione”. Sono pronto a dirvi che Skyrim ha una storia, seppur semplice, storia che io ho anche trovato affascinante (giusto pensare, ovviamente, che questo sia un giudizio personale). Il gioco, però, non vi obbliga affatto a seguire le tracce della storia principale, nè tantomeno approfondirla; se vogliamo addentrarci possiamo, se non lo preferiamo possiamo scegliere un’altra strada…

Il gioco ci offre, infatti, tantissime opzioni alternative alle quest principali come le missioni secondarie, le varie o (la mia preferita) l’esplorazione e la scoperta; la scoperta del mondo di gioco, delle persone che lo popolano; l’esplorazione della natura, delle città, degli ambienti e delle…locande! Per rimanere incantati basta solo andare in giro ad ascoltare le storie che i bardi canteranno per noi o a leggere qualche libro trovato abbandonato in qualche illustre biblioteca.

Skyrim è un gioco adatto a tutti: dal bambino di 9 anni all’adulto di 50, dal grande appassionato di Giochi di Ruolo al “turista” del genere.

Un videogioco che si adatta al giocatore

Proprio perché Skyrim è un videogioco adatto a tutti non è affatto skill oriented, ovvero non serve essere bravi nel giocare, non servono le nostre abilità per portare avanti il videogioco ma bensì quelle del personaggio. Questa caratteristica, lo ammetto, non è per tutti i palati; il giocatore di Dark Souls, per esempio, può finire il precedente senza effettuare nemmeno un level-up, se si è sufficentemente abili. In Skyrim ciò non avviene, il sistema di progredimento abilità ci lascia molte libertà: possiamo scegliere di diventare guerrieri, darsi alla caccia con arco oppure dedicarsi alle arti magiche, tutto ciò dettato dalla regola secondo la quale più usi un arma o una magia o comunque un qualsivoglia equipaggiamento e più il personaggio diventa abile ad usare quest’ultimo.

Il gioco, come già ripetuto, ha un mondo di gioco vastissimo, non è però del tutto chiaro: possiamo ritrovarci ad iniziare le main quest dopo decine e decine di ore di gioco oppure buttarci direttamente sulle principali e solo dopo, se lo si desidera, spolpare tutto il resto. E questa è una cosa davvero bellissima ed incredibile che ti fa capire quanto questo videogioco, Skyrim, sia profondo, vasto e bellissimo…

Perché no? Perché sì…

Io penso che Skyrim offra un’esperienza unica, l’impatto che quest’ultimo ha avuto sul mondo dei videogiochi è stato potente e lo si sente rituonare ancora oggi, a 7 anni dall’uscita (11/11/11). Non ci sono motivazioni per non provare Skyrim, ma con “provare” non intendo di assaggiarlo per quelle 3/4 ore ma di immergersi a fondo nel gioco, capire il nostro personaggio e la nostra locazione e mettere da parte quel pensiero di trascuratezza del vero signficato del gioco. Capire cosa farebbe il nostro personaggio, eseguire le nostre scelte seguendo una determinata morale che il personaggio ed il giocatore stesso decidono assieme ad inizio partita, grazie a tutti dell’attenzione.

-A cura di Gabriele Chirli: Skyrim, una verità immersiva.

 

Share Post:

Related Posts