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Il noto software di streaming cambia nome, troppe ispirazioni da altre aziende?

Streamlabs OBS, azienda leader per il software di streaming live, ha rimosso la parola “OBS” dal suo nome dopo aver affrontato critiche da più fonti, inclusi streamer popolari e altre società. A partire da oggi, l’azienda si chiamerà “Streamlabs”.

La decisione è stata presa sulla scia di un tweet pubblico dei creatori originali del software open source OBS. Attraverso un tweet, infatti, questi ultimi hanno spiegato come gli autori di Streamlabs li avessero effettivamente contattati prima del lancio per chiedergli di utilizzare il loro nome, ricevendo però risposta negativa. Come ben sappiamo, però, Streamlabs ha completamente ignorato la volontà degli autori originali del software. “Abbiamo cercato di risolvere la questione in privato, ma sono stati sempre poco collaborativi”, afferma il tweet di OBS.

A questo punto una domanda sorge spontanea… perché il caso è scoppiato solo adesso, dato che Streamlabs è disponibile già da svariati anni? Beh, tutto ha avuto origine da un’altra diatriba, quella con Lightstream, che Martedì scorso aveva accusato Streamlabs di aver copiato quasi interamente il design e il contenuto del suo sito web all’interno di una nuova landing page. Streamlabs ha risposto a questa accusa attraverso un tweet pubblico, dicendo: “Il testo sulla pagina era un semplice placeholder temporaneo, finito in produzione per errore. Ci assumiamo ogni responsabilità. Abbiamo rimosso il testo non appena lo abbiamo scoperto. La versione definitiva per come l’avevamo prevista è adesso disponibile. Il team di Lightstream è fantastico e ci siamo rivolti direttamente a loro per scusarci”.

La cosa si fa ancor più tragicomica se si pensa che la landing page in questione, quella copiata di sana pianta, era dedicata al neonato Streamlabs Studio, prodotto ispirato, anche nelle funzioni, proprio allo stesso Lightstream. Si tratta fondamentalmente di un software basato sul cloud che consente ai creatori di contenuti di condividere gameplay dal vivo senza una scheda di acquisizione, un PC o un software di terze parti, il cui scopo primario è quello di fornire ai content creator la possibilità di fare streaming d’alto profilo anche direttamente tramite console. Il prodotto targato Streamlabs, onestamente, è in tutto e per tutto identico a quello di Lightstream, e va ad aggiungersi all’infinita sfilza di cloni che la società a sfornato negli anni, tra cui Streamlabs Deck, già criticato in passato da Elgato per la somiglianza sospetta con la versione mobile del suo Stream Deck.

Tutto ciò a portato a molte critiche da parte di molti content creator con alcuni che hanno addirittura dichiarato che avrebbero cambiato software a seguito di tutto questo casino. Persino alcuni volti noti del web, che avevano prestato la loro faccia per pubblicizzare la piattaforma Streamlabs, hanno minacciato che se la società non risolverà nella maniera corretta la situazione, smetteranno di essere partner dell’azienda.

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