Bioware Magic is bullshit?
by Marco Tomelleri in
Element Weekly News

Qualche giorno fa Mark Darrah, ex game director per Bioware, ha condiviso sul suo canale YouTube un video sfogo riguardo ad un argomento che chiaramente ha potuto toccare con mano negli anni di lavoro per BioWare.

Il termine “BioWare Magic” a cui si riferisce nel video, recentemente ripreso anche in un articolo di Kotaku riguardo al travagliato sviluppo di Anthem, si riferisce all’atteggiamento che aleggia all’interno dello Studios durante lo sviluppo dei titoli. Per quanto lo sviluppo di un gioco possa essere arduo e difficoltoso arriverà sempre il momento in cui ci sarà “la magia” che porterà il titolo al compimento e che lo farà diventare uno di quei giochi che ameremo e a cui BioWare ci ha sempre abituato.

Darrah spiega come lo sviluppo di un gioco moderno abbia un andamento che può essere assimilabile alla forma di una mazza da hockey, con un primo tratto inclinato in cui passa molto tempo e si vedono pochi risultati, fino ad arrivare ad un punto di impennata in cui l’andamento dello sviluppo cambia e in poco tempo si elabora velocemente il gioco fino ad arrivare al lancio. Il punto di rottura che molti definiscono “BioWare Magic” in gergo, secondo il suo punto di vista è solamente una mancanza di organizzazione nel processo di sviluppo.

Questo cambio di velocità infatti spesso è dettato da fattori esterni e non da un impennata naturale del processo di produzione, perciò essa non può essere prevista con anticipo e organizzazione portando ovviamente a ritardi nell’uscita e a pesantissimi periodi di crunch per gli sviluppatori.

Darrah conclude il suo video senza giri di parole, “BioWare Magic is bullshit”

Precisa comunque che questo atteggiamento non è appartenente solamente a BioWare ma anche a molte altre software house, e data la sua esperienza – accumulata in oltre 20 anni di carriera – sembra logico credere alle sue affermazioni.

Come sempre più spesso accade torna l’argomento del crunch, ma in questo caso si unisce anche la poca organizzazione che alcune software house sembrano avere in materia di processi produttivi. Per noi utenti finali sarà possibile invertire questa tendenza o secondo voi dall’esterno non c’è margine per poter cambiare la situazione?

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