Gran Turismo 7 a Marzo
by Kage0x in
Element Weekly News

Ci siamo quasi! L’ultima fatica di Polyphony Digital sta per arrivare, con buona pace di tutti coloro che ancora ironizzavano sulla proverbiale lentezza del team e su potenziali ulteriori rinvii dell’ultimo minuto. Questa volta ci siamo davvero, il gioco è pronto a debuttare il prossimo 4 Marzo, e ci è parso anche decisamente in forma.

Gli ingredienti per un Gran Turismo di alto profilo ci sono tutti: dopo l’esperimento GT Sport, profondamente diverso dai canoni classici della serie e quindi oggetto di forti critiche da parte dei puristi del vecchio “real driving simulator” fieramente single player, sembra davvero di essere tornati alle origini. GT7 non è solo un gioco di guida, ma anche e soprattutto un prodotto pensato per emozionare tutti gli appassionati dell’automotive; una produzione dal valore quasi enciclopedico, volenterosa di racchiudere all’interno di una semplice console da gioco anni ed anni di storia delle quattro ruote. Perché in fondo Kazunori Yamauchi, il papà della serie, è esattamente come il pubblico che cerca di raggiungere: un grande appassionato di motori.

Se la miriade di modalità accessorie sembrano in grado di attivare la salivazione anche del più distaccato dei piloti virtuali e il ritorno alle origini della modalità principale, che strizza palesemente gli occhi ai primi quattro gloriosi capitoli, ci hanno riempito il cuore di gioia, ancora resta qualche dubbio sulla tenuta della produzione pad alla mano. Questa settima iterazione, del resto, sembra avere ancora molto in comune con GT Sport per quanto concerne il versante ludico e tecnico , e nonostante le rassicurazioni del team, il risultato finale – sebbene la serie mantenga il suo iconico sottotitolo (The Real Driving Simulator) in bella vista – non sembra assolutamente in grado di rivaleggiare con produzioni spiccatamente simulative come i due Assetto Corsa.

Stiamo però parlando di un gioco ben diverso da quello di Kunos Simulazioni: quello del team giapponese è volutamente meno intransigente, ed ha coscientemente deciso di inserirsi in una terra di mezzo che, pur presentando alcuni elementi di verosimiglianza, punta sempre a proporre il giusto bilanciamento tra accessibilità e realismo. Speriamo soltanto che tutte le manfrine sull’accuratezza del meteo dinamico, sui replay a tempo di musica e sul grado di dettaglio raggiunto dallo skybox – queste ultime due in particolare sono cose che si notano per i primi due secondi e dopo finiscono nel dimenticatoio – non abbiano portato via troppo tempo allo sviluppo di un prodotto che, probabilmente, aveva piuttosto bisogno di avanzamenti nell’ambito dell’IA del modello fisico. Il contorno è sempre stato curato in maniera maniacale ed incredibilmente efficace.

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