Sid Meier intervista alla BBC
by Marco Tomelleri in
Element Weekly News

In occasione dei 30 anni dal lancio del primo capitolo dell’ormai intramontabile saga Civilization, Sid Meier si è concesso per un intervista ai microfoni della BBC, affrontando una breve seppur intensa discussione sul presente passato e futuro dell’industria videoludica.

Il 1991 fu un’incredibile anno videoludico, vennero rilasciati giochi del calibro di Sonic e Street Fighter 2, i quali ebbero un enorme successo anche grazie a personaggi iconici e all’incredibile reattività dei comandi. Nessuno si sarebbe aspettato però che in quell’anno un gioco di strategia a turni, che sembrava più un gioco da tavolo che un vero e proprio videogioco, potesse cambiare così tanto il media e creare una delle saghe più apprezzate di sempre.

Parliamo proprio di Civilization, capostipite della saga, che a distanza di 30 anni è arrivato al sesto capitolo lanciato nel 2016 e rimane punto di riferimento tra i giochi strategici a turni. E proprio in occasione di questo importante anniversario lo sviluppatore americano Sid Meier ha voluto marcare il punto sul motivo del successo dell’industria videoludica.

Meier afferma: ”La sfida che crea le opportunità più grandi è quella di concentrarsi sul gameplay” ”E’ quello che contraddistingue e rende speciale il videogioco rispetto alle altre forme di intrattenimento. Quando ci dimentichiamo di questa caratteristica e iniziamo a pensare alla monetizzazione, quando smettiamo di concentrarci sul gameplay e cominciamo a pensare al videogioco come un opportunità o come ad un veicolo per qualcos’altro vuol dire stiamo iniziando ad andare fuori strada”

Certamente il modo di creare profitto dai videogiochi è cambiato molto negli ultimi anni, incentrandosi maggiormente sugli acquisti in-game e su il lancio di sempre più titoli come game-as-service. Altra novità, anche più recente sono, gli NFT non-fungible-token che alcune case stanno introducendo nei loro videogiochi non senza proteste da parte dei giocatori, ma che sembrano essere destinati nel prossimo futuro ad essere una realtà con cui confrontarsi.

Su questo Meier dice: ”Se le grandi compagnie continuano a concentrarsi solo sul profitto c’è il rischio concreto di perdere il loro pubblico. Possono pensare che per far divertire i loro videogiocatori sia necessario renderli più cinematici o fornirgli aspetti per personalizzare il proprio personaggio ma non è questo il focus, se alla base non c’è un solido gameplay il tutto non funziona.”

”In un certo senso il gameplay è economico, il game design è cruciale e un aspetto critico dello sviluppo di un gioco ma non richiede migliaia di persone come necessario per altri campi.”

Si stima che il mercato videoludico al 2021 valga circa 175 miliardi di dollari e che il trend sia in crescita.

Meier continua dicendo che questo risultato non sia scontato: ”Ci sono molti altri modi che la gente ha per spendere il proprio tempo libero e credo che per come funziona Internet i cambiamenti siano repentini quando la moda si sposta.”

”Il mercato è certamente in un’ottima posizione, ma dobbiamo renderci conto di quanto il gameplay sia il motore di questa industria, che rende felici i giocatori, li fa affezionare e divertire.”

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