by Marco Tomelleri in
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Recentemente è stata annunciata la chiusura dei servizi, all’insaputa degli stessi dipendenti

Google con un annuncio nella giornata di giovedì 29 Settembre decreta la fine del progetto Stadia, il servizio di cloudgaming che avrebbe dovuto rivoluzionare il mercato. Stadia permetteva a chiunque avesse uno schermo ed una connessione stabile alla rete di poter giocare gli ultimi titoli con una fluidità paragonabile a quella di una console o pc di ultima generazione.

Per quanto il servizio funzionasse correttamente e probabilmente fosse anche il migliore a livello di stabilità rispetto ai concorrenti XCloud e GeForce Now, non ha mai convinto il pubblico per quanto riguarda il business model adottato.
Stadia infatti richiedeva di comprare i singoli giochi a prezzo pieno, o quasi, per poter accedere al servizio, ben distante dall’offerta proposta da Microsoft che fa accedere al servizio tramite Game Pass e da NVidia che permette utilizzare il servizio accedendo alle librerie di Steam, Epic, ecc..
Oltretutto lo store di Google Stadia nei mesi ha subito un’importante arresto, con la presenza di pochi titoli e quasi nessuna esclusiva proveniente dagli studi di sviluppo che la casa di Mountain View aveva assorbito per il progetto.

La decisione della chiusura dei servizi ha sorpreso gli stessi dipendenti di Stadia, in quanto pare che a loro la notizia della cessazione dei servizi sia giunta solo 45 minuti prima dell’annuncio ufficiale con una videoconferenza d’urgenza. L’iniziale preoccupazione per i posti di lavoro è subito scemata quando la compagnia si è detta pronta ad assorbire i dipendenti smistandoli in altri progetti dove sarebbero servite simili competenze, non annunciando di fatto alcun licenziamento.

Il servizio cesserà il 18 gennaio 2023 e gli utenti che hanno usufruito del servizio saranno completamente rimborsati di tutti gli acquisti effettuati sullo Store, altra storia per tutti i progressi raggiunti sui vari giochi che saranno definivamente persi dopo questa data.

Questo annuncio sancisce definitivamente l'uscita di scena da parte di Google e non può che lasciare con l'amaro in bocca in quanto il servizio aveva grandi potenzialità e ed semplicemente stato sfruttato male, con un business model alquanto discutibile. Speriamo, per il bene del mercato, che qualcun altro possa entrare in questa competizione che attualmente conta pochissimi competitor.
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